Di Milena Screm Counselor Supervisor Trainer

Un’antica tradizione giapponese, Shinrin yoku, “bagni nella foresta”, da millenni suggerisce di godere dei benefici effetti dell’immergersi regolarmente nella natura. Questa tradizione popolare, in Giappone, nel 2012 è diventata “medicina forestale”, un ramo specifico di ricerca presso le università giapponesi.

Lo scrittore Henry David Thoreau, nell’800, nel suo libro Walden, ovvero La vita nei boschi descrive la natura come fonte di benessere.

Il ricercatore svedese Roger Ulrich, nel 1984, ha scoperto che la semplice vista degli alberi ha un effetto benefico: i pazienti sottoposti a interventi chirurgici in ospedali immersi nel verde, con vista sulla natura dalle finestre delle proprie stanze di degenza, hanno avuto bisogno di meno antidolorifici e hanno avuto convalescenze più rapide.

Nel 2015, lo psicologo statunitense Marc Berman ha verificato che, in una zona residenziale immersa nel verde, il numero di alberi ha agito sulla salute dei residenti. Gli abitanti delle aree verdi, presentava tassi minori didi malattie cardiovascolari e diabete, rispetto ai concittadini di aree prive di natura. Uno studio analogo giapponese ha evidenziato l’aumento, tra i residenti di località immerse nel verde, delle cellule di un sottogruppo dei globuli bianchi, parte del sistema immunitario umano.

Io stessa, da bambina, ho potuto riconoscere il potere armonizzante offerto dal vivere a contatto quotidiano con ambienti naturali. Immagino che molte, tra le persone che stanno leggendo queste righe, hanno avuto esperienze simili.

Alla saggezza popolare e istintiva, oggi si aggiunge la ricerca scientifica, che è in grado di sperimentare, misurare e stabilire causa-effetto. Recentemente, la rivista americana “Frontiers in Psychology” ha pubblicato i risultati di una ricerca effettuata dalla dottoressa MaryCarol Hunter, professore associato presso l'Università del Michigan: dedicare almeno venti minuti della giornata a passeggiare o a stare seduti, in quiete, in un posto tranquillo, a contatto con la natura, riduce significativamente i livelli di cortisolo presenti nel sangue.

Il cortisolo, chiamato anche ormone dello stress, è prodotto nella corteccia surrenale e smaltito dal fegato. Valori di cortisolo persistentemente elevati, ad esempio da stress cronico, sono associati con l'obesità, con l’indebolimento del sistema immunitario, i disturbi cardiovascolari, i disturbi dell’apparato digerente, gli stati depressivi e una serie di altre malattie.

La Hunter e la sua equipe hanno progettato un esperimento per stabilire elementi certi sui benefici indotti dalla natura sull’organismo umano. È stato riunito un gruppo di persone che, per otto settimane, ha effettuato tre volte alla settimana passeggiate di 10/20 minuti in parchi, boschi, luoghi naturali. I livelli di cortisolo sono stati misurati da campioni organici prelevati prima e dopo ogni passeggiata.

Ai partecipanti è stata data libertà di scegliere l'ora del giorno, la durata e il luogo della loro esperienza nella natura. Uniche regole per tutti: stare all’aria aperta, non fare esercizio aerobico ed evitare l'uso di social media, internet, telefonate, conversazioni e letture.

Il fattore di personalizzazione di alcuni elementi dell’esperimento ha consentito di identificare la durata più efficace della passeggiata, indipendentemente da dove è stata fatta e tenendo conto delle normali circostanze della vita di una persona, comprese gli imprevisti e, a volte, la pressione del tempo.

I dati raccolti in otto settimane, hanno rivelato che un'esperienza di contatto con la natura di circa venti minuti é sufficiente a ridurre in modo significativo i livelli di cortisolo. Aumentando i tempi della camminata, o della pausa in tranquillità in un luogo immerso nella natura, arrivando a oltre trenta minuti seduti, i livelli di cortisolo diminuiscono in modo ancora più significativo.

La ricerca della Hunt non ne accenna, ciò nonostante è possibile fare riferimento anche a altre ricerche simili: aggiungendo al camminare, o alla pausa quieta, in un luogo naturale, anche una respirazione consapevole e profonda, i benefici fisiologici e psicologici sono ulteriormente potenziati.

Le ricerche di MaryCarol Hunt puntano anche a far riflettere sulla necessità di pianificazione urbane che tengano conto dell’importanza delle aree verdi, per la salute degli esseri umani.

In Germania tutto questo ha contribuito anche alla realizzazione di una spa naturale: l’isola di Usedom, sul mar Baltico, al confine tra Germania e Polonia, è diventata da alcuni anni una location ideale per la rigenerazione naturale. Quarantadue chilometri di spiaggie di sabbia bianca, pontili sul mare, boschi, paesaggi naturali incontaminati con duecento chilometri di piste ciclabili e quattrocento chilometri di sentieri escursionistici a piedi e in bicicletta.

In Giappone, in Germania o semplicemente a casa propria, una pillola di natura è una pausa benefica e salutare.

 

Puoi leggere anche:

“MINDFULNESS all’aria aperta”

“Un passo dopo l’altro, un respiro alla volta”

 

Link informativi:  

https://it.wikipedia.org/wiki/Shinrin-yoku

https://www.healthdesign.org/about-us/meet-team/roger-s-ulrich-phd-edac

https://seas.umich.edu/research/faculty/marycarol_hunter

www.visitusedom.com

 

 

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