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Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Tutto inizia nel 1979 all’University of Massachusetts Medical School negli Stati Uniti, dove il dott. Jon Kabat Zinn apre la “Clinica per la riduzione dello stress”.


Quasi contemporaneamente anche il dr. Richard J.Davidson, dell’ Università del Wisconsin-Madison (USA) , fonda il “Centro per la Salute Mentale”. In anni più recenti, il dr. Mark Williams, dell’Università di Oxford (Inghilterra) crea il “Mindfulness Centre”.

Queste sono solo tre delle più famose iniziative, nate in ambito scientifico, per la ricerca degli effetti della Mindfulness nella prevenzione e gestione dello stress. Gli studi e le ricerche, condotte con strumenti e criteri pragmatici e scientifici, sono innumerevoli e tuttora in corso.

Il dr. J.Kabat Zinn ha anche creato un protocollo medico, il  MBSR- Mindfulness-Based Stress Reduction, nel quale ha standardizzato i criteri (tempo, durata, tipologia, frequenza) che ha verificato essere necessari per la remissione dei sintomi. L’approccio messo a punto, coniuga elementi del Buddhismo, dello Zen, dello Yoga e della terapia cognitiva.

Dalla fine degli anni settanta a oggi, l’approccio Mindfulness ha enorme diffusione nel mondo, sia in ambito medico sia psicologico, per quanto riguarda le applicazioni finalizzate alla salute a 360°, mente e corpo. L’altra area nella quale la Mindfulness incontra consenso, è quella del ben-essere personale, inteso sia come ricerca evolutiva personale, sia come integrazione del senso del sacro nella propria esistenza. Quindi, per praticare Mindfulness non è strettamente necessario seguire dei protocolli scientifici, piuttosto è opportuno avere delle chiarezze di base.

  • Presupposti chiari

Mindfulness non è una tecnica; praticare passa anche attraverso passaggi pratici, sono gli strumenti, non il fine.

Mindfulness non è fare per ottenere.

Mindfulness richiede impegno, pratica, attitudini funzionali.

Mindfulness è un processo educativo.

Mindfulness implica anche  passare attraverso delle difficoltà.

Mindfulness non è una dimensione magica, di perfezione ideale, di assenza di problematiche; è una via possibile, che percorsa con impegno, pratica, pazienza, tolleranza e umiltà, può educare a un approccio rinnovato all’esistere.

Perché e come Mindfulness può essere efficace nella prevenzione e gestione dello stress e dei suoi effetti?

Corpo/fisiologia, mente, emozioni: questi i principali livelli della coscienza umana. Ognuno di questi livelli è soggetto a esperienze che hanno generato memorie, a condizionamenti, educativi e sociali, a meccanismi psichici complessi e spesso inconsapevoli. Le abitudini, gli impegni quotidiani, i ritmi e gli stili di vita, aggiungono ulteriore “nebbia”, chi più, chi meno, alla percezione del corpo e delle sensazioni, ai livelli di pensiero, al flusso delle emozioni.

  • Praticare passa anche attraverso la relazione con il corpo, favorendo uno stato di rilassamento che indice fisiologicamente sulle tensioni che sono alla base dello stress: sistema nervoso simpatico e sistema parasimpatico posso dialogare e alternarsi con più facilità ed efficacia.
  • Praticare favorisce la consapevolezza di alcune tendenze automatiche di pensiero; rendersene conto consente di gestire diversamente gli atteggiamenti mentali che generano stress.
  • Praticare favorisce la consapevolezza, la consapevolezza consente una risposta diversa dal reagire: un piccolo spazio di pausa mentale simile al “conta fino a cinque prima di…”.
  • Praticare educa a sentire: la consapevolezza di sensazioni ed emozioni è il primo passo per favorire l’Intelligenza Emotiva.
  • Praticare porta a essere più in contatto con i bisogni autentici, e la loro consapevolezza semplifica il loro ascolto e soddisfazione. 

Partecipare a un corso, apprendere le basi dell’approccio, praticare per proprio conto, confrontarsi con un trainer esperto per avere un feedback ogni tanto, usare un’app quotidianamente, approfondire la teoria con qualche lettura ad hoc: un programma semplice da organizzare con tempistiche su misura, in modo proattivo verso la gestione dello stress e l’implemento del proprio ben-essere. Le situazioni, personali e professionali, che generano tensione, occasionalmente o in modo protratto, non scompaiono magicamente, grazie a tutto questo; quello che accade è che cambia radicalmente l’approccio. Lo stress diventa un’esperienza percepita, da esplorare e da gestire con strumenti a portata di mano e utilizzabili in pratica ovunque; le esperienze esterne stressanti sulle quali non è possibile intervenire, incidono meno, perché la risposta percettiva è diversa. L’aumentata consapevolezza del corpo, delle sensazioni ed emozioni, dei pensieri, consente accesso a risorse preziose ed efficaci. Nessuna bacchetta magica, nessun miracolo; semplici risultati di sapere, saper fare, essere. 

 

 

 

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