Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Champagne! Dopo un triennio di impegno, studio, lavoro, ricevere l’attestato che ufficializza il completamento di un percorso di formazione di Counseling è un momento da festeggiare.


Aspirazioni, desideri e sogni si fanno sempre più concreti: svolgere una libera professione, senza più orari, pressioni e frustrazioni, con autonomia, ritmi tranquilli, soddisfazioni.


Dopo una legittima pausa per tirare il fiato dopo l’impegno del percorso di formazione, lasciar sedimentare e consentire alle idee di prendere forma, entusiasmo ed eccitazione si fanno sentire: la mente lavora facendo ipotesi, progettando piani, ideano soluzioni pratiche.

Naturale che si affaccino alla coscienza, prima o poi, anche qualche dubbio, alcune insicurezze, un po’ di timori: passare da un lavoro dipendente all’autonomia, per quanto desiderata e apprezzata, a volte può essere complesso e richiedere legittimamente un po’ di elaborazione personale. Per quanto oggi il mito del “posto fisso sicuro” sia del tutto superato, il bisogno di sicurezze, economiche e di altro genere, gioca un ruolo importante quando si decide di cambiare. Questo tema, in effetti, è uno dei nodi cruciali per chi investe in una formazione professionale di Counseling:


Ora che ho finito il percorso triennale di formazione, come faccio ad avviare la professione?
• Avrò tutte le capacità che servono?
• Sono abbastanza preparato/a?
• Quali costi devo sostenere per avere uno spazio nel quale lavorare? E il fisco?
• E se non ce la faccio?


Essere la fonte del proprio sostentamento, rinunciare alle sicurezze del lavoro dipendente, all’azienda che provvede a garantire una serie di cose, e confrontarsi con l’autonomia, l’incertezza, a volte la solitudine della libera professione, non è semplice. Di certo sono necessarie Intelligenza Emotiva, soft skills, coraggio, senso pratico, buon senso, creatività, un po’ di capacità imprenditoriale. E molto altro, come la capacità di attraversare i momenti di sconforto trovando poi, dentro se stessi, la forza necessaria e lo stimolo funzionale a recuperare la motivazione.

Trovare dentro se stessi la forza e la motivazione, può essere riformulato così: Attingere all’esperienza della formazione ed essere Counselor di se stessi, aiutarsi a portare alla luce risorse. Esplorare i vantaggi, anziché nutrire le paure. Connettersi con i valori che alimentano la spinta alle relazioni d’aiuto. Usare testa e cuore, ragione e sentimento, senso pratico e creatività.


L’interiorità, quello che si muove dentro con le sue voci che si alternano tra “Sì, lo voglio fare!” e “Ho paura di non riuscire …”, ha bisogno di attenzione e di cura accogliente e benevola in questo delicato passaggio. Solo quando le emozioni, il sentire e i pensieri, saranno più fiduciosi e propositivi, verrà naturale, e avrà senso e funzione, rivolgere lo sguardo ad aspetti pratici, concreti, importanti e necessari. Eccone cinque, tanto per iniziare.


1. Un piano di azione
Un piano d’azione … inizia con alcune domande. Come voglio fare Counseling? A chi voglio offrire le mie competenze? In funzione di cosa? Qual è la mia qualità più significativa che dà un valore unico alla mia proposta, di cosa voglio essere portatore/portatrice? Dove voglio svolgere la mia professione? Quanto del mio tempo posso, voglio dedicare al Counseling? Con quali materiali e con quali strumenti intendo promuovermi? Rispondere a tutto questo inizia a dare forma al proprio personale piano di azione professionale: un/una Counselor unico/a, una proposta che esce dalla generalizzazione, un servizio che ha rilievo. Oltre a questo gli aspetti pratici: un appartamento di proprietà convertito in studio, oppure una condivisione con altri professionisti, oppure uno spazio di altri usato all’occasione, le soluzioni sono molte.


2. Un budget
Poste le domande, formulate le risposte, stabilite le cose pratiche: iniziano a profilarsi elementi concreti per poter fare una valutazione delle spese da sostenere e, di riflesso, anche delle entrate che sono necessarie, all’inizio con un investimento per sovvenzionare il tutto. Spese, entrate, investimento … parole che hanno un immediato rimando al denaro, argomento difficile per molte persone; aldilà di averne o meno, le paure trovano gioco e fanno leva. Serve consapevolezza, elaborazione e un modulo Ecxel …


3. Un piano di comunicazione
Quali parole usare, quali messaggi formulare, con quale forma, con quale stile, con che tempi, su quali canali di comunicazione, con quali obiettivi, con quale programmazione …


4. Un po’ di confronto con i colleghi “anziani”
La rete: serve a tante cose e l’impegno a compiere alcune azioni, più e più volte, per averne e mantenerne una ha il suo riscontro. E’ anche un modo attuale per avere comunicazione & relazione, per i Counselor dovrebbe essere naturale. Nella rete, oltre ai potenziali clienti, ci sono anche le persone che hanno già realizzato la loro libera professione di Counselor, chi da un po’, chi da molto tempo: uno scambio e un confronto sull’esperienza fatta, le soluzione trovate e quelle che si sono rivelate inutili, e molto altro ancora, può essere un’utile fonte d’informazioni.


5. Qualche consulenza specifica
Investire una parte del budget in una o un paio di consulenze specifiche, per esempio quella di un media social marketer, o di un informatico, o di un consulente di comunicazione, può essere utile, semplificare e rendere più efficace la propria visibilità.


Solo un cenno agli aspetti fiscali, cit. Carolina Casolo, consulente fiscale: “Il counseling è un’attività che viene esercitata in modo professionale tenuto conto anche delle norme previste dalla legge n. 4 del 14.01.2013, che disciplina le libere professioni. Per poter svolgere attività di Counseling in modalità autonoma è d’obbligo aprire partita iva. Per quanto attiene al codice attività da indicare in riferimento all’attività di Counseling il codice corretto è il 88.99.00 che fa riferimento alle altre attività di assistenza sociale non residenziale classificate altrove.”


Per realizzare un’aspirazione, un desiderio, un sogno come quello di esercitar la libera professione di Counselor, sono necessarie la concretezza della “terra”, l’intensità del “fuoco”, la fluidità dell’”acqua” e la leggerezza dell’”aria”: gli stessi elementi alla base della vita.

 

Leggi anche: "Otto spunti utili per i Counselor" e "Gli atteggiamenti vincenti per svolgere una libera professione"

 

 

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