di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Lavoro: orari, impegni, responsabilità, pressioni, problemi, scadenze, rendere conto, frustrazioni …


Anche gratificazioni, entusiasmi, progetti, conferme, ritorni, riconoscimenti, bonus, ovviamente; di tutto un po’, poi a seconda dei periodi e dello stress, aumenta una parte piuttosto che l’altra. A questo si aggiungono le problematiche generali, alcune mondiali, di vario tipo che incidono sul clima aziendale e, ormai in modo diffuso, generano tensioni e pressioni.


Alla luce di tutto questo, a volte anche con fattori personali che si aggiungono, le libere professioni sono percepite come una soluzione di lavoro vivibile e gestibile con un minor numero di elementi stressanti. Vero? Falso? Dipende. Da molti aspetti, tra i quali come la libera professione è realizzata e agita.

Da non trascurare il fatto che passare da un lavoro dipendente all’autonomia, per quanto desiderata e apprezzata, a volte può essere complesso e richiedere legittimamente un po’ di elaborazione personale. Per quanto oggi il mito del “posto fisso sicuro” sia del tutto superato, il bisogno di sicurezze, economiche e di altro genere, gioca un ruolo importante quando si decide di cambiare. Questo tema, per esempio, è uno dei nodi cruciali per chi investe in una formazione professionale di Counseling: finito il percorso triennale formativo, come iniziare ad agire una libera professione? Come gestire i dubbi, le insicurezze e le incertezze che naturalmente accompagnano nella fase di passaggio? Sono necessarie Intelligenza Emotiva pratica, soft skills, coraggio, senso pratico, buon senso, creatività. E molto altro.
Ma questo è il tema di un altro articolo.

Consideriamo che il passo sia stato fatto e che la libera professione sia stata avviata.


Svolgere la professione di Counselor richiede, oltre alla passione per quello che si fa, alcune cose che sono efficaci in ogni libera professione oggi, nei tempi della comunicazione di massa virtuale e dei social: costruire poco alla volta uno stile personale, fare instancabilmente rete, fare uso della creatività, tutto questo è il minimo e richiede molto impegno e molta pazienza, oltre a molto tempo.
Ci sono anche alcune cose pratiche che facilitano la vita di una libera professione, e quella del libero professionista; cose semplici e utili.


Eccellenza
Che cosa evoca la parola “eccellenza”? Etimologicamente il significato è spingere fuori; è anche un attributo onorifico. Nel caso di una libera professione come quella del Counselor, basata su valori e agita per attitudine all’altruismo, l’eccellenza da mettere in atto è fatta dallo spingere fuori/agire la migliore qualità possibile nel proprio lavoro. Fare sempre un lavoro eccellente, senza eccezioni: metterci amore, cura, accuratezza, passione. Non tutti i clienti apprezzeranno questo impegno, l’importante è che sia rilevante per noi e che ci faccia sentire soddisfatti.


Ricerca
Il Counseling è un approccio che riguarda le relazioni e la comunicazione, tra un essere umano e se stesso, tra l’individuo e gli altri individui. La natura delle persone, così come della vita, è il costante cambiamento; oltre a questo, la psiche umana è complessa e creativa. Svolgere la libera professione di Counselor non può essere limitata alle competenze acquisite durante il percorso base di formazione, non a caso il professionista è tenuto alla Formazione Continua. Dopo il diploma, oltre alla formazione che avviene sul campo, è fondamentale fare ricerca: leggere, tenersi aggiornati su argomenti inerenti al Counseling e alle scienze che si occupano del mondo interiore degli individui.


Novità
Facendo ricerca è facile imbattersi in novità. In un mondo nel quale la comunicazione è in tempo reale e la tecnologia consente di superare i limiti dello spazio e del tempo, nuove scoperte e nuove tendenze sono facilmente a disposizione. Questo è appassionante, specie se il professionista è dotato di un’importante risorsa: la curiosità, la voglia di esplorare. Michelangelo Buonarroti a 87 ha affermato: “Sto ancora imparando”.


Apprendimento continuo
L’aggiornamento professionale e la supervisione sono attività di fondamentale importanza nell’accompagnamento e “nutrimento” della professione di Counselor; offrono anche momenti efficaci per fare rete con i colleghi e attingere all’esperienza di professionisti più anziani. Aggiornamento professionale e supervisione sono le attività istituzionali della Formazione Continua; oltre a queste esiste anche un’attitudine fondamentale e funzionale alla vita privata e professionale: cogliere le occasioni di apprendimento. Nulla accade per caso, una difficoltà con un cliente, un inconveniente con un familiare, un imprevisto pratico, sono tutte occasioni di riflessione e di ascolto di sé, per sviluppare consapevolezza e arricchire la propria “mappa percettiva”.


Oltre i limiti
"Non posso …", "Non è possibile per me …". Spesso queste frasi sono pronunciate come auto limitazione e/o come boicottamento, vale per la vita personale e per il lavoro. Se per un progetto che appassiona serve la consulenza o l’intervento di un altro tipo di professionista, non è un buon motivo per rinunciare o per il “fai da te” arrangiato. I professionisti ci sono e oggi è facile trovarli, in ogni campo; la “rete” dei colleghi può fornire informazioni e contatti. E se la paura sottostante è "Non posso perché sicuramente costa troppo …”, meglio stare nel principio della realtà e informarsi sulle tariffe. Esiste anche la possibilità di mediare, negoziare, proporre scambi.


• Tariffe
Un tema di frequente “caldo” per i liberi professionisti è quello che riguarda le proprie tariffe. Ora, nella nostra cultura il rapporto con il denaro è spesso ambivalente, o saturo di pregiudizi; è necessario quindi fare un lavoro interiore per raggiungere un rapporto sano con i soldi. Un aspetto più pratico è che ogni professione ha degli indicatori di tariffe, anche nel Counseling, stabiliti dagli enti di categoria. Esistono poi delle variabili di prezzi che sono legati alle “piazze”: un professionista che opera a Chieti, avrà una tariffa diversa da uno che lavori a Milano. Tutte queste considerazioni valgono per la professione di Counseling esercitata con clienti individuali, per un percorso di accompagnamento; un Counselor può anche proporre dei progetti a tema, a enti, aziende, istituzioni. In quest’ultimo caso, una valida alternativa a indicare l’investimento economico per il progetto, è chiedere alla struttura qual'è il budget stanziato/stanziabile e iniziare a ragionare da quel dato oggettivo.


Passa ad altri
Nella “rete” di un professionista di Counseling è opportuno siano presenti anche contatti, meglio se conosciuti veramente, non solo in virtuale, di professionisti di altri ambiti: psicoterapeuti, medici, psichiatri, mediatori, orientatori, coach, formatori, chi si occupa di media, informatici. Per codice etico, e per buon senso, il Counselor è tenuto a rinviare a un professionista di diversa competenza le persone che portino bisogni e richieste che esulano dal raggio d’intervento di Counseling. Oltre a questo, durante un percorso di accompagnamento con un cliente, può insorgere una necessità improvvisa che richieda anche un altro tipo di lavoro. I colleghi possono fare richieste di contatti specifici per loro necessità; tutte queste sono occasioni nelle quali poter passare ad altri del lavoro. Se alla base delle relazioni con i contatti c’è stima e fiducia reciproci, questi gesti sono sempre ricambiati.


Libertà
Una libera professione, qualunque essa sia, non fa per tutti, perché consente di vivere con libertà da alcuni vincoli ma richiede molta responsabilità e moltissimo impegno. Farsi qualche domanda e riflettere su questi temi è tempo ben investito, energia messa a disposizione di un’aspirazione/desiderio/sogno che solo grazie alla concretezza della “terra”, dell’intensità del “fuoco”, della fluidità dell’”acqua” e della leggerezza dell’”aria” può diventare realtà.

 

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