Dalla relazione d’aiuto di persona a quella da remoto

Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

C’era una volta il colloquio di Counseling; si svolgeva nello studio di un Counselor professionista, in presenza e in un setting predisposto.

Le moderne tecnologie da tempo consentono relazione d’aiuto da remoto, con una serie di vantaggi e svantaggi. Negli USA e nei paesi anglosassoni in generale, questa possibilità è largamente utilizzata da tempo; in Italia sono state la pandemia e la quarantena a creare la necessità. Durante i mesi di lockdown è stata infatti registrata un’impennata dei colloqui d’aiuto online, di Counseling e di altri approcci. Esiste una domanda, un bisogno, e la possibilità di rispondere, grazie alle tecnologie moderne a disposizione.

Importante anche non dare nulla per scontato e porsi alcune domande.

  • La relazione e la comunicazione hanno variabili quando sono realizzate da remoto?
  • Basta saper utilizzare un pc e una delle piattaforme internet per considerare un colloquio d’aiuto online efficace e sicuro?
  • Basta un corso di studi triennale, o sono necessarie ulteriori competenze per offrire colloqui di Counseling online?
  • Le norme per la privacy online sono le stesse utilizzate nella relazione professionale di persona?

Ognuna di queste domande apre ampi spazi di riflessione.

Non a caso, infatti, sia gli enti di categoria storici, americani e anglosassoni, sia quelli italiani, prevedono la frequenza a un aggiornamento specifico, post triennio, per acquisire le competenze necessarie per proporre e condurre con efficacia e sicurezza colloqui di Counseling online.

Comunicazione & relazione, i due argomenti di competenza basilare nell’esercizio della professione di Counselor professionista, implicano alcuni aspetti e variabili, nel colloquio da remoto, che se ignorati o trascurati possono incidere sulla qualità del colloquio. Considerazioni analoghe sono necessarie anche riguardo alle attitudini fondamentali del Counseling – ascolto profondo, accoglienza, empatia -. Essere nella stessa stanza, lo studio del professionista, e comunicare/relazionarsi stando in due posti diversi, ognuno “a casa sua”: altra diversità che richiede informazioni e gestione specifica. E da non trascurare i rischi pratici e legali del mancato rispetto, a causa, del “non sapere”, delle norme specifiche della privacy online, riguardo non solo ai dati anagrafici sensibili, anche ai contenuti privati stessi del colloquio.

Responsabile ed etico, quindi, per il Counselor professionista, adoperarsi per avere le informazioni e le competenze necessarie.

Previsioni per il futuro: possiamo pensare al Counseling solo da remoto? La tendenza alle relazioni virtuali, che si è sviluppata con internet e con le tecnologie sempre più a portata di mano, è la direzione futura anche per la relazione d’aiuto?

Lo scopriremo solo vivendo. E scegliendo.

La relazione di persona ha un senso di realtà fatto di corpi nello stesso spazio, di percezione sensoriale, di comunicazione non verbale, di ambienti creati per quel servizio: tutti fattori di grande importanza. Aspetti che richiedono anche, oltretutto, impegno fisico, spostamenti, organizzazione degli impegni, cose non trascurabili riguardo alla motivazione.  

La relazione d’aiuto online offre indubbiamente comodità, semplificazione e alleggerimento di alcuni impegni. Anche per questo và gestita con consapevolezza e attenzione dal professionista di Counseling.

La direzione più equilibrata, che ci auguriamo sarà seguita, è quella dei percorsi misti, fatti sia di colloqui di persone, sia di colloqui da remoto. Con una continua attenzione, da parte del Counselor, a mantenere la cura del proprio agito professionale attraverso l’aggiornamento e la supervisione.

Leggi anche: "FORMAZIONE per il Counseling ONLINE".

 

 

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