di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

 

Ansia, insicurezza, paura: un tris che non fa star tranquilli, eppure è necessario farci i conti, nella vita privata e nel lavoro.

Emozioni queste, e altre, che sono parte della dotazione standard data all’essere umano; hanno scopo e funzione, se così non fosse saremmo estinti da molto tempo. Fondamentale conoscerle e gestirle.

EMOZIONI: COSA

Da latino emovere: qualche cosa di dinamico, in movimento, con particolare movimenti espressivi. Parte di quest’espressione avviene fisiologicamente – lacrime, sudore, rossore, dilatazione della pupilla, respirazione, pressione del sangue -, un’altra parte può percorrere la via del comportamento e della comunicazione.

EMOZIONI: COME

Il movimento espressivo delle emozioni, si diffonde attraverso la complessa rete di meccanismi percettivi, psichici, fisiologici, chimici. Il “territorio” del movimento delle emozioni è il corpo.

Sono una risposta soggettiva, infatti la stessa situazione vissuta da più persone, genera sfaccettature emozionali diverse in ognuno. In questa soggettività, incide la storia, l’esperienza della persona e quello che ne ha tratto.

Poiché risposta soggettiva, l’affermazione “Mi hai fatto arrabbiare” esprime la mancata presa di responsabilità verso il proprio sentire; l’emozione provata è nostra, non è l’altro che la “inietta”.

EMOZIONI: DOVE

Nel corpo, attraverso meccanismi psichici, fisiologici, chimici.

EMOZIONI: QUANDO

E’ una sofisticata risposta di adattamento all’ambiente e alle situazioni; le emozioni servono all’apprendimento, fissano le informazioni, consentono di dare significato all’esperienza.

EMOZIONI: PERCHE’

Per apprendere, per sviluppare adattamento al cambiamento e alle novità, per arricchire l’apprendimento e la gamma di attitudini funzionali a vivere. Senza risposte emozionali, oltre a quelle logiche, l’essere umano non solo non sarebbe evoluto, non sarebbe neanche sopravissuto.

EMOZIONI: CHI

Kit prezioso, sfaccettato di gemme di “forma” e “colore” diversi, quello degli esseri umani, molto più essenziale quello di alcuni mammiferi. Per gli animali è più corretto parlare di istinti.

EMOZIONE: FUNZIONI

Ogni emozione ha una specifica funzione per l’apprendimento e/o per l’adattamento. Alla base dell’energia emozionale, ci sono le emozioni primarie, amore e paura; esse hanno la funzione di perpetuare (amore) e salvaguardare (paura) la specie umana, proteggerla dall’estinzione. L’amore crea le condizioni psico-fisiche affinché ci sia una relazione intima e riproduzione; la paura mette in allerta rispetto a pericoli reali o possibili, ipotizzati.

 

EMOZIONI: FUNZIONI

  • Amore > aprirsi a un contatto profondo, intimo; sul piano della continuità della specie, riproduzione
  • Paura > difendere dai pericoli; sul piano della continuità della specie, protezione
  • Ansia > paura anticipatoria; sul piano della continuità della specie, la sua funzione è di consentire la valutazione del pericolo, della difficoltà, e di organizzare strategie efficaci
  • Rabbia > lottare per difendere/per proteggere, stabilire confini
  • Dolore > elaborare e maturare
  • Tristezza > raccogliersi, interiorizzare le esperienze
  • Tenerezza > accogliere e proteggere
  • Gioia > condividere

 

LA MENTE E’ COMPLESSA

Quanto visto fin qui è l’ABC delle informazioni sulle emozioni, poi tutto questo va collocato nella complessità degli schemi che hanno origine dall’esperienza, dalla cultura, dall’educazione.

La parola che consente una “chiave” significativa è consapevolezza, la possibilità di sentire, riconoscere e decodificare sia le emozioni percepite, nelle loro diverse sfaccettature d’intensità e “colore”, sia le risposte comportamentali abituali.

Se il territorio sul quale le emozioni si muovono è il corpo - e lo è -, essere consapevoli di ciò che si prova emozionalmente è strettamente legato alla capacità di ascoltare/sentire il corpo e le diverse sensazioni che le emozioni suscitano. Questo è il primo passo, ed è necessario; poi è possibile accedere al livello della mente e della razionalizzazione.

DUE CENNI

Uno. La respirazione è influenzata dalle tempeste ormonali emotive, quando si scatena la paura o l’ansia, la respirazione ne è influenzata automaticamente; la bella notizia è che è possibile percorrere a questo schema in senso inverso, quindi regolare consapevolmente la respirazione per modulare il sentire.

(Leggi anche: https://www.insightformazione.it/i-magazine/articoli-crescita-personale/senza-respiro)

Due. Dagli anni cinquanta, le scienze psicologiche hanno iniziato a studiare anche gli aspetti che fanno funzionare meglio le persone, oltre a quelli che creano difficoltà; una di queste scienze è l’Intelligenza Emotiva.

Nel 1990, John Mayer e Peter Salovay definirono l’intelligenza emozionale la "capacità di monitorare le proprie e altrui emozioni, di differenziarle, di usare tali informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni". In seguito Daniel Goleman utilizzò la definizione intelligenza emotiva e focalizzò in quattro aree le principali abilità emotive:

  1. La capacità di percepire, valutare ed esprimere le emozioni in modo costruttivo;
  2. La capacità di essere consapevoli delle emozioni, di saperle riconoscere;
  3. La capacità di regolare/modulare le emozioni per promuovere la crescita emozionale e intellettuale;
  4. La capacità di generare emozioni per facilitare i processi di pensiero (auto-motivazione).

Mayer, Salovay e Goleman concordano sul fatto che queste abilità possono essere sviluppate e migliorate. Sulla base di tutto questo, ansia, insicurezza, paura, possono essere esplorate, modulate, gestite; emozioni che diventano risorse preziose, forze vitali alleate alla mente e all’azione.

(Leggi anche: https://www.insightformazione.it/i-magazine/articoli-crescita-personale/counseling-e-intelligenza-emotiva)

 

 

 

 

 

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