Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Le tendenze che fanno disperdere tempo prezioso, per chi ha voglia di farlo nuove vie da percorrere

Nel mondo frenetico di oggi, trovare il tempo per gli interessi personali, nutrire le relazioni, stare in relax e ricaricare le batterie, può essere una vera sfida. Tutto è accelerato e le richieste provenienti dall’esterno sono innumerevoli e complesse; la tecnologia che dovrebbe rendere tutto più facile, spesso favorisce invece la tendenza a esserne risucchiati.

Questo è l’esterno, l’ambiente, gli altri, le situazioni, le cose, ambiti sui quali è difficile o impossibile, a volte, intervenire; ecco quindi l’occasione di dare uno sguardo a se stessi, farsi delle domande, verificare se qualche cosa può essere ridotto o modificato. Alcune abitudini e atteggiamenti, a volte, remano contro il bisogno di un tempo di qualità per se stessi. Tra le tante tendenze, alcune sono più difficili da gestire di altre e impediscono la scelta di un tempo, anche poco, ma dedicato; eccone alcune, con alcuni spunti per fare leva e cambiare direzione.

  • “Porte aperte” a tutti, sempre. Disponibilità alle esigenze degli altri senza orari, senza “confini”, accondiscendenza.

Il proprio tempo e i propri bisogni sono dimenticati, le proprie esigenze personali passano in secondo piano, in pole position gli altri. Chi si abitua a tanta disponibilità a volte, col tempo, la pretende proprio o, comunque, tende a non considerare le esigenze altrui; è un “incastro” perfetto, disponibilità a dismisura da un lato, richiesta continua dall’altro. Quindi, volendo più tempo per sé stessi, è necessario cambiare un po’ la rotta o, meglio ancora, rimodellare la propria disponibilità, dare qualche limite, mettere qualche “paletto”. Sul lavoro, per esempio, dare disponibilità straordinaria solo nelle emergenze, lasciando a ognuno la propria responsabilità di adulto nella gestione delle responsabilità e difficoltà quotidiane.

  • Zero priorità, nessuna pianificazione. Fare le cose come vengono, la pianificazione … che seccatura…

Questo stile di gestione degli impegni, personali e/o professionali, è una scelta come tante; ha dei vantaggi, non dover dedicare del tempo alla pianificazione, non essere vincolati a scadenze, e degli svantaggi, alto rischio di dimenticare una scadenza importante e di perdere di vista le priorità.

Fissare un calendario, impegni e scadenze, consente di avere un colpo d’occhio sia sul tempo necessario per gli impegni sia sul tempo da dedicare a sé stessi; fondamentale poi avere lo stesso livello di determinazione a rispettare entrambi. È necessario stabilire un tempo per sé stessi senza sensi di colpa, quasi un tempo sacro, nel quale vostra felicità e benessere è la priorità più importante.

  • Non delegare. Persona d'azione sul posto di lavoro, cuoco/infermiere/governante a casa

Trovare tempo per sé stessi è un’impresa miracolosa quando la tendenza è di occuparsi di tutto per tutti. Se vi rispecchiate in questa tendenza, è fondamentale un'osservazione approfondita circa verso chi sono dirette la maggior parte delle attività, valutare la frequenza, quanto richiedono in termini di energia e di tempo, se sono effettivamente tutte necessarie. Fare questo quadro è un buon inizio, se l’intenzione autentica è quella di percorrere nuove vie; il passaggio successivo é delegare, per quanto possibile. Delegare significa molte cose: lasciar far a qualcun altro qualche volta, chiedere aiuto altre volte; e ancora: lasciare alle persone adulte le loro responsabilità, assumere una baby-sitter,dire qualche “No”, e molto altro ancora.

  • Efficienza … non efficiente. Tempo regalato ad attività disorganizzate e fine a sé stesse.

Stai cucinando ogni sera perché lo consideri un tuo dovere, decidi i vestiti che indosserai 10 minuti prima uscire di casa invece che la prima, rispondi immediatamente invece che ponderare le risposte, oppure rispondi appena ricevi una notifica invece di scegliere un momento della giornata da dedicare a questo? Il modo più veloce per perdere il potenziale tempo libero è quello di svolgere le attività di routine quotidiana in modo dispersivo; molte di queste cose possono essere semplificate, ridotte, snellite, organizzate. Chiedetevi: "Cosa posso razionalizzare o semplificare?" E una notevole quantità di tempo sarà a disposizione.

È necessario essere compulsivi scorrendo Facebook, stando in chat o giocando a Candy Crush? Forse il problema non è che è impossibile trovare il tempo per sé stessi, ma parte del tempo disponibile tende a essere utilizzato per cose che non fanno felici. Chiedetevi: "Quanto tempo in più avrei eliminando le attività abitudinarie e “vuote”?" È probabile che si sarebbe una ricchezza di tempo di qualità, speso per il proprio ben-essere, lì, a portata di mano.

Breve riepilogo di alcune attitudini funzionali a un tempo ben speso per sé stessi, nell’ottica della cura di sé, ovvero dell’avere a cuore anche sé stessi, oltre agli altri:

  • Modellare la propria disponibilità, qualche sì e qualche no, qualche “confine” ogni tanto.
  • Pianificazione quanto/quando serve
  • Ascoltare i propri bisogni, non solo quelli altrui, e dar loro accoglienza
  • Delegare, consiste anche nel riconoscere agli altri delle risorse
  • Presenza a ciò che si fa, per distinguere ciò che disperde da ciò che serve.

E se non basta, ecco altri quattro passaggi efficaci a portare i piatti della bilancia in equilibrio: disponibilità, fatta di attenzione e collaborazione, a casa e in ufficio e - anche – di ascolto e cura dei propri bisogni.

  1. Inverti i tuoi ordini: Mi riposo cinque minuti, poi lavorerò con più efficacia, al posto di Prima il dovere!
  2. Meno cose meglio: occupati di tre cose, oggi, e fallo in relax e presenza, anziché cercare di farne otto di fretta e pensando ad altro.
  3. Adesso: quando fai una cosa, qualsiasi cosa, falla con attenzione; si chiama “essere qui & ora”
  4. Respira: è la base della vita, senza non possiamo stare; fallo prestandoci attenzione e scoprirai risorse per corpo, mente e stati d’animo.

 

 

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