Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Ti manca l’aria?

Senti il respiro “corto”?

Non porti mai l’attenzione alla tua respirazione?

Sono in molti a pensare che respirare sia una cosa spontanea, fisiologica e che, pertanto, non sia necessario intervenire o dedicare dell’attenzione e della cura per migliorare questo scambio vitale con l’ambiente.

La respirazione potrebbe, in effetti, essere un’attività naturale se le tensioni, le ansie, i timori, altre emozioni e stati d’animo, non avessero un effetto riflesso sul respiro, modificandolo fino a ridurlo o a inibirlo al minimo indispensabile per la sopravvivenza.

Una respirazione ridotta o limitata, a lungo andare riduce l’apporto di ossigeno e la detossinazione delle cellule di organi e apparati, favorendo la possibilità che qualche cosa di organico non funzioni più del tutto bene. Se a questo si aggiungono cattive abitudini alimentari, sedentarietà, fumo, qualche disturbo può essere frequente: cattiva digestione, intestino pigro, allergie, capelli fragili, pelle opaca, disturbi del sonno e molto altro ancora. Nulla di grave fino a qui, ma col tempo, e con la trascuratezza, le cose non possono che peggiorare.

E poi lo stress, il compagno della vita di ogni essere umano: la risposta di tensione che il sistema nervoso simpatico mette in atto sia nelle situazioni quotidiane nuove, incerte, fastidiose, conflittuali, sia negli eventi più complessi della vita, come un trasloco forzato, un licenziamento, un congiunto che si ammala gravemente, la perdita di un parente stretto. Situazione che mettono in allerta il sistema nervoso e che aprono le porte a reazioni fisiologiche fatte di fiumi di ormoni che si riversano nel sangue, adrenalina e cortisolo in particolare. In tutto questo la respirazione che fa? Si altera, si modifica, si riduce.

Che fare?

Qualche piccola tensione, durante la giornata, a volte può essere evitata; si evitano le code in alcuni uffici pubblici scegliendo orari adeguati, per esempio. Purtroppo, le malattie o le dipartite dei congiunti sono eventi della vita sui quali non è invece possibile avere controllo. Per non essere navi in balia delle onde del mare della vita, meglio quindi attrezzarsi con qualche kit che faciliti la possibilità di veleggiare con il vento in poppa, timone e bussola a portata di mano.

Così come la cassetta degli attrezzi ci permette di avere chiodi e martello, volendo appendere un quadro in soggiorno, un kit di pronto intervento che si rispetti contiene strumenti pratici, tecniche da imparare e applicare. Quindi …

 … La vita inizia con un’inspirazione e termina con un’espirazione, quindi la cassetta degli attrezzi inizia portando attenzione alla funzione dell’organismo che sancisce la vita, la respirazione.

Perché?

Perché senza respiro non c’è sopravvivenza e con un respiro scarso si sopravvivo poco e male.

Perché la respirazione veicola ossigeno nel sangue, il sangue lo porta in circolo in tutto l’organismo, fino a ogni singola cellula e lì avvengono gli scambi; se sono di buona qualità, anche la salute ne trae beneficio. Nel sangue scorrono anche gli ormoni – stress > adrenalina e cortisolo in dosi più elevate del necessario, difficili da smaltire -, una respirazione più sana favorisce lo smaltimento degli ormoni in eccesso. Il sistema nervoso simpatico, che produce tensioni muscolari, ha un compagno: il sistema nervoso parasimpatico, lui rilassa la muscolatura, anche grazie a massicce dosi di ossigeno in circolo nell’organismo.

E poi ci sono gli effetti sulle emozioni e sulla mente.

Con qualche piccola pausa di 3/5 minuti, si sviluppa l’abilità di rilassare il corpo, respirare profondamente, rallentare i pensieri; la fisiologia ne trae beneficio e produce sensazioni di calma. Piccole oasi, piccoli momenti nei quali semplicemente rallentare, rilassare, respirare: riposo e rigenerazione.

Tutto questo è conoscenza di tradizioni millenarie intuitive; oggi la scienza ha scoperto le leggi che governano queste relazioni sistemiche, in natura e nel corpo umano. Non è necessario abbracciare una particolare filosofia, né un credo; basta avere a cuore la propria vita e agire concretamente, con piccole cose, per fare sì che sia protetta.

Costruirsi il kit da soli?

Ci si può provare, perché no, ma mancano i feedback, qualcuno di competente che sia in grado di osservare, verificare, dare indicazioni utili. Quindi meglio un corso, qualche lezione, un training mirato, poi autonomia.

Mai più senza respiro!

 

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"Tre tecniche per rilassare, calmare, rigenerare"

"BreathWork e scienza del Ben-Essere"

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