Senza è peggio!

Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

 

Non possiamo farne a meno.


Il sonno permette all’organismo di riposare e di recuperare le energie spese nelle attività quotidiane; è inoltre necessario alla memoria, affinché possa assimilare e le esperienze vissute.


Chi dorme poco, o male, non trae i benefici di queste ore di rigenerazione, tutto l’organismo ne risente; in tempi abbastanza brevi, se la difficoltà persiste, possono svilupparsi disturbi sia fisici sia legati all’attenzione e ad altri meccanismi mentali.


Gli effetti della privazione del sonno sull’organismo umano sono stati oggetto di ricerche per molti decenni, sia negli ambienti scientifici sia in quelli militari, soprattutto in Unione Sovietica e negli Stati Uniti. Dopo solo due notti senza poter dormire, oltre alla comprensibile sonnolenza, la persona deprivata manifesta irritabilità e abbassamento del tono umorale; già dalla terza notte si manifestano allucinazioni, spesso tremori fisici, sbalzi d’umore, alterazioni dello stato della coscienza. Prolungando l’assenza di sonno le cose possono complicarsi notevolmente, sia a livello fisico sia psichico.


Durante le ore di sonno, l’attività cardiaca rallenta, permettendo a cuore vasi sanguigni di ridurre la propria attività, di riposare e rigenerarsi; sonno di buona qualità e riposo sono un toccasana per il sistema cardio-circolatorio. Va da sé che la mancanza di sonno e riposo, o la cattiva qualità del dormire, costringe il muscolo cardiaco, le vene e le arterie a lavorare senza possibilità di cambiare ritmo, generando affaticamento; col procedere tutto questo si può trasformare prima in sintomi, poi in disturbi e patologie. Questi ultimi complicati ulteriormente se in presenza di predisposizione genetica e/o sindrome da stress.


Gli effetti del sonno sul sistema cardio-circolatorio riguardano anche la pressione sanguigna, che tende ad abbassarsi gradatamente durante le prime ore di sonno per poi risalire verso mattina; questo cambiamento ha la funzione di proteggere le pareti dei vasi sanguigni. Una quantità di sonno scarso o una qualità di sonno molto disturbato, incide, a lungo andare, sull’organismo alzando la possibilità di disturbi cardio-circolatori e il rischio d’ipertensione arteriosa.


Molto importante, e quanto mai attuale in questo periodo di allarme per il Corona Virus, l’effetto del sonno sul sistema immunitario. Studi scientifici hanno dimostrato che in una persona sana, dopo la perdita di sole cinque ore di sonno, tende a manifestarsi una riduzione delle funzioni del sistema immunitario, con conseguente maggiore rischio di poter essere esposti a malattie. Da un punto di vista fisiologico, quello che accade è che, durante il sonno profondo, l’organismo libera molecole proteiche che hanno il compito di modulare la risposta immunitaria nei confronti delle malattie. Un sonno di buona qualità è anche, quindi, un modo naturale di rinforzare il sistema immunitario.

Il sonno è organizzato fisiologicamente in fasi cicliche caratterizzate da uno stato muscolare rilassato, bassa frequenza cardiaca, altri aspetti fisiologici e attività elettromagnetica del cervello diversa dallo stato di veglia e attività. Ogni ora mezza circa, le frequenze cerebrali sono caratterizzate da una fascia di onde alpha, concomitanti con uno stato di “eccitazione” cerebrale, da sogni intensi e da movimenti oculari ritmici e rapidi dietro le palpebre chiuse: sono le fasi di sonno REM, Rapid Eye Movement, della durata di circa quindici minuti per ogni ciclo. Gli studi sul sonno e sugli effetti prodotti dalla deprivazione, hanno stabilito che una persona sana può vivere per tre giorni riconducendo fortemente le ore di sonno con il solo manifestarsi di alcuni sintomi fisici e mentali; togliere le fasi REM, risvegliando la persona ogni volta che l’elettroencefalogramma segnala quella fase, induce rapidamente non solo sintomi fisici, anche e soprattutto sintomi psicologici gravi. In questa fase, infatti, il cervello rielabora le esperienze vissute durante la giornata, memorizza e attiva processi di elaborazione e assimilazione.


Stress, una parola entrata nel linguaggio comune e utilizzata per esprimere uno stato di forte tensione. Grazie al medico canadese Hans Seyle, da qualche decennio è conosciuta anche la sindrome da stress e le alterazioni fisiologiche e psicologiche che ne derivano. L’insonnia conclamata, così come i disturbi del sonno consolidati, sono un sintomo di uno stato di stress; la mancanza di sonno, o la cattiva qualità del sonno, inducono l’organismo a produrre in modo anomalo cortisolo, un ormone che dovrebbe ridurre e sanare le alterazioni dello stress, ma che molto spesso entra in uno stato paradosso peggiorandole addirittura. Un vero circolo vizioso dato da tensione che stimola il sistema simpatico, questo mantiene in allerta e impedisce o altera il sonno, si alzano i livelli di adrenalina e cortisolo nel sangue, il parasimpatico non può innescare la sua azione complementare, l’organismo è messo sotto pressione, con ricadute di tutto questo sulle diverse attività mentali, come l’attenzione, per esempio, e sugli stati d’animo che si mantengono sull’irritabilità e sullo stato di allerta. Spesso tutto questo agisce in una rete di reazioni che a cascata investono sistema nervoso, sistema cardiovascolare, sistema immunitario, sistema endocrino; in quest’ultimo la tiroide può risentirne con facilità, poi l’ipofisi. A quel punto, oltre all’irritabilità, può manifestarsi astenia, spossatezza, fame nervosa. Vivere le normali attività quotidiane può diventare, a quel punto, molto faticoso.


Le vicende della vita, le difficoltà, le problematiche, gli avvenimenti improvvisi e complessi, sia privati, sia professionali, così come il meteo, non possono essere evitate né controllate, la vita umana è fatta anche di tutto questo. Quello che è possibile è affrontare iniziando dalla gestione di se stessi, agire per la salute del corpo, della mente e delle emozioni è sia un investimento sul bene prezioso che è la salute, sia un’attitudine alla prevenzione. Se stiamo bene affrontiamo in modo più efficace ogni avversità.

Gli stili di vita fanno la differenza, a dispetto della durezza, a volte, della vita: l’informazione di massa oggi favorisce fortemente l’importanza del contatto con la natura, i benefici dell’attività fisica, la funzione sana dell’attenzione all’alimentazione. Non è necessario diventare eremiti, né campioni sportivi, né chef stellati, basta buon senso e avere a cuore se stessi.

Insieme alla cura degli stili di vita, attenzione al riposo e al sonno, esistono da millenni approcci di semplice utilizzo e di grande efficacia che, se fatti diventare anch’essi uno stile di vita, non una tecnica da usare ogni tanto, aggiungono spazi di benessere e di rigenerazione anche alle giornate più impegnative.

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