Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer e BreathWork trainer

 

Respiro: l’aria scende nella gola, si fa spazio nei polmoni e scorre nelle vene; l’ossigeno si diffonde ovunque, in una rete di scambi vitali.

Insieme all’aria e all’ossigeno, piccole particelle invisibili si muovono fluendo: l’energia vitale, nella lingua sanscrita prana, scorre nelle “strade” del corpo, non solo le percorre, le accende di vita.

Respirare è fisiologicamente necessario alla sopravvivenza, con il respiro la vita si esprime fisicamente attraverso una rete di manifestazioni fisiche, concrete.

Ogni respiro ritma gli scambi tra le cellule, definisce il tempo della nascita, della crescita e della morte. Accompagnata dal ritmo del respiro, l’esistenza fisica conosce il suo inizio, cammina e, passo dopo passo, si avvia verso la sua fine. Un atto così semplice e naturale, colmo di significato, potere, risorse. Non solo per la salute fisica, anche per l’equilibrio interiore.

Respiro: l'aria fresca entra nelle narici, scende nei polmoni, gonfia l'addome, poi risale nuovamente verso l’alto per essere rilasciata e tornare all’ambiente. A occhi chiusi e con l’attenzione posata gentilmente a ogni movimento respiratorio, è possibile compiere un'esperienza di rilassamento. Imparare ad ascoltare questo processo naturale e vitale apre un canale di comunicazione profonda con se stessi e con la vita stessa. E’ semplice e concreta consapevolezza.

Ascoltando il ritmo della respirazione si apre un collegamento diretto con le emozioni:
• l'ansia e la paura accorciano il respiro, stringono la gola e accelerano il battito del cuore;
• la gioia e la serenità allungano il respiro, e può così entrare più aria che, lentamente, raggiunge la pancia e trasporta rinnovata energia.

Le emozioni provocano un cambiamento negli schemi respiratori, è un processo fisico e fisiologico naturale, fatto di cascate di reazioni chimiche e nervose: chi non ha mai sperimentato l’affanno generato da un improvviso spavento? Un’emozione di paura si scatena a causa di qualche cosa percepito dai sensi, immediatamente cascate di ormoni sono immessi nel sangue e vanno a stimolare una serie di reazioni, tra le quali il cambiamento del battito cardiaco e del ritmo respiratorio. Ma non funziona solo nella direzione “da emozione a respiro”, il percorso è possibile anche all’inverso e diventa una preziosa risorsa per la gestione dell’intensità delle onde emozionali.

Respiro. Consapevolezza e controllo degli atti respiratori attivano nuovi percorsi di comunicazione fisica: a occhi chiusi, in relax, rallentare il ritmo del respiro, produce una condizione di distensione e calma. Una maggiore quantità di ossigeno è veicolato lentamente nell’organismo, produce distensione muscolare, consente al sistema nervoso parasimpatico di entrare in gioco nella fitta rete di meccanismi fisiologici. E’ un esperienza di ascolto di sé, di attenzione e di cura/avere a cuore, una responsabilità che è possibile agire verso se stessi, con semplicità. E’ un’educazione al sentire, attitudine complementare al pensare. Una buona relazione con se stessi inizia/passa da una buona comunicazione con il proprio corpo e il sentire: il respiro è maestro.

"Poichè il corpo é la base di tutte le funzioni della realtà, qualsiasi accrescimento del contatto di una persona con il proprio corpo, produrrà un miglioramento significativo della percezione di se, nelle relazioni interpersonali, nella qualità del pensare e del sentire, nella gioia di vivere". Alexander Lowen

Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità.” Alexander Lowen 

Gli argomenti accennati brevemente in quest’articolo hanno una storia e una conoscenza millenaria nelle culture orientali, lo yoga ha settemila anni di vita. Sono anche oggetto di moderne ricerche, e d’innumerevoli scoperte, negli ambiti della PNEI PsicoNeuroEndoImmunocrinologia e delle Neuroscienze. Prossimamente pubblicheremo l’articolo scientifico “Come il controllo del respiro può cambiare la tua vita: una revisione sistematica sulle correlazioni psicofisiologiche della respirazione”, pubblicato dalla rivista americana “Frontiers in Human Neuroscience”. L’articolo è una pubblicazione scientifica nata dalle ricerche di un gruppo di sette medici italiani, svolte presso università e ospedali di Pisa, Biella (Italia) e Liegi (Belgio).

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