Uno sguardo rivolto all'interno, un investimento finalizzato al ben-essere interiore, delle relazioni, dell'autoespressione e realizzazione

Di Milena Screm, Counselor Supervisor Trainer

Regole, divieti, imposizioni, condizionamenti, insegnamenti, valori: questo, e molto altro ancora, è parte dell’educazione che ogni bambino riceve per crescere e imparare a comportarsi in modo socialmente accettabile e integrato.

La mente sviluppa anche molte convinzioni, del tutto soggettive, sulla base di questi condizionamenti, influenzando la percezione di sé, delle proprie capacità e il comportamento. A volte queste convinzioni corrispondono alla realtà, altre volte invece distorcono il sentire e il pensare, sia riguardo sé stessi, sia gli altri, sia gli aspetti della vita.

E’ possibile avere relazioni, creare una famiglia, svolgere una professione, insomma vivere un’intera esistenza in questo modo, senza consapevolezza. A volte invece accade che da qualche parte profonda dell’interiorità, nascano domande rivolte a fare introspezione, a comprendere, a dare significati rinnovati ai condizionamenti e alle convinzioni. Oppure una crisi improvvisa, un trauma o un evento doloroso, possono risvegliare il sé sopito.

Che siano nate domande dal profondo o che ci sia da attraversare una crisi, un percorso di crescita personale è un viaggio attraverso il quale ritorniamo a noi stessi, al nostro sè originario. E’ un processo che richiede ascolto e attenzione, al proprio sentire in primo luogo, e anche ai propri modelli di pensiero. E’ un percorso educativo, nel senso che porta alla luce quello che era stato assorbito nell’infanzia e ha bisogno di essere rivisto con occhi e cuore adulti, con assunzione di responsabilità/risposta personale. Ascolto, accoglienza, revisione e, anche, un po’ di “pulizia” di cose vecchie, passate, limitanti; un lasciar andare, come palloncini lasciati liberi dalla mano che si apre, convinzioni e giudizi.

Un viaggio interiore alla scoperta di un’identità autentica, riconoscendo bisogni negati e qualità ignorate o sottovalutate, prendendo coscienza di risorse e potenzialità che favoriscono la propria auto-realizzazione, intesa come espressione delle proprie aspirazioni. Un’esistenza quindi maggiormente permeata di ben-essere e gratificazione, o semplicemente di felicità; quest’ultima non intesa come assenza di difficoltà ma come consapevolezza e abilità di usare le proprie qualità per affrontare e gestire sia le problematiche della vita, sia di gustarne la piacevolezza.

Tutto questo si ottiene seguendo un percorso, avendo pazienza per i tempi necessari, impegnandosi e lasciandosi respiro ogni tanto, nutrendo fiducia, esplorando aspetti creativi. Non è un viaggio con una méta finale ma tante tappe che producono risultati e incoraggiano a proseguire; il fine è viaggiare, non arrivare. E’ un modo di approcciare alla vita, di darle senso e valore. Scriveva Alexander Lowen, psicoterapeuta americano padre della Bioenergetica, “L’essere umano sano è quello che ascolta sé stesso, conosce sé stesso, esprime sé stesso”.

E sempre Lowen ha scritto anche “Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità.”

Questa frase introduce il tema dell’approccio alla Crescita Personale e degli strumenti. Di entrambe ce ne sono innumerevoli; nella scelta è importante, anzi fondamentale, considerare l’unità mente-corpo-emozioni di noi esseri umani. Il corpo comunica e influenza la mente e viceversa, le emozioni si scatenano nel corpo e influenzano pensiero e corporeità: è una “rete”, un sistema connesso che scambia continuamente informazioni. Coinvolgere il corpo e il sentire, nell’approccio e con gli strumenti, favorisce un dialogo più consapevole degli scambi che avvengono in “rete”. Maggiore consapevolezza e strumenti portano maggiore possibilità di gestione. Una catena di risorse delle quali prendere coscienza e possesso, nel corpo, nelle emozioni, nel pensiero.

L’inizio degli anni ’60 vide nascere una vera rivoluzione nel mondo della Psicologia, una tendenza in realtà già nata qualche decennio prima, ma emersa al grande pubblico solo successivamente. Questa rivoluzione fu il portare l’attenzione dallo studio dei malfunzionamenti fisiologici e psichici dell’essere umano, quindi l’attenzione a ciò che non và, a quello che caratterizzava le persone decisamente sane, equilibrate, realizzate. Il tema dell’Intelligenza Emotiva, grazie a ricercatori quali P.Salovay, Mayer e D.Goleman, divenne, ed è tutt’ora, un argomento portante nel percorso evolutivo della persona. Una competenza trasversale fondamentale, che può essere incrementata, fornendo una marcia in più nel mondo imprevedibile dei flussi delle emozioni e sensazioni che scorrono nel corpo, influenzando la salute, e nella mente, influenzando percezione e pensiero.

Un percorso di Crescita Personale è un processo di empowerment, un cammino che richiede di avere il cor-aggio di mettersi in gioco, guardarsi dentro e ascoltarsi; l’umiltà di imparare e la motivazione a praticare; una mente aperta a cambiamenti di prospettiva, flessibile e fiduciosa; un cuore curioso, disposto ad esplorare nuovi territori. E’ un investimento di energia, denaro, tempo; ripaga sempre, in maggior o minor misura, ma sempre. Anche “semplicemente” perché esistere, vivere, assumono significato, funzione e valore più profondi e più appaganti

 

 

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