Smart working, lavoro, famiglia, relazioni, impegni, responsabilità, pandemia: eventi quotidiani e accadimenti straordinari possono mettere comprensibilmente alla prova il nostro organismo e gli stati d’animo.
Le tensioni, specie quelle che perdurano più a lungo, bruciano letteralmente energia nervosa e possono dare origine a difficoltà digestive, cattiva qualità del sonno, stanchezza, difficoltà di attenzione.

Stai pensando “Sì, succede anche a me …” ?

Cosa fare per rimediare?
Le strade percorribili sono varie e diverse; c’è chi stringe i denti e va avanti, altri aspettano che passi. Un’altra possibilità è assumere qualche farmaco, oppure ci si può rivolgere alla fitoterapia, alla naturopatia, all’omeopatia. Approcci diversi basati su visioni diverse e legittime, punti di vista.

Tu quale scelta fai?

Quando i segnali del corpo e della psiche sono ancora blandi, è possibile attingere a risorse naturali ed efficaci; sono utili anche per fare prevenzione e possono fare parte di un “kit” di abitudini adatte a condurre uno stile di vita sano.
La somma delle abitudini riguardanti l’alimentazione, all’attività fisica, al tempo dedicato allo svago e al riposo, oltre che quello impegnato nel lavoro e nelle responsabilità, le abitudini della mente e molto altro ancora: tutto questo porta a stili di vita.

Quali sono le tue abitudini?

Forse è complesso cambiare abitudini alimentari e fisiche, soprattutto quando si è immersi in una rete di situazioni che hanno a che vedere anche con altre persone e con responsabilità. La motivazione autentica è comunque un carburante potente.
Più facile iniziare da qualche cosa di semplice, portatile, naturale ed efficace, una “cosa” che è sempre con noi e della quale non possiamo fare a meno, questioni vitali: la respirazione.

Sei consapevole del tuo respiro?
Come respiri?

Te le sei mai poste queste domande? Forse no, anche per la semplice ragione che la respirazione è un’attività fisiologica automatica, funziona senza bisogno della volontà e ci consente, anche per questo motivo, di vivere. E’ anche una funzione alla quale è possibile portare attenzione e modulare intenzionalmente quanta aria portare nell’organismo e come farlo (lento/veloce). Opportunità non da poco.

Per millenni, da Oriente a Occidente, qualcuno si è posto domande, ha esplorato quest’opportunità; oggi le Neuroscienze, che studiano i collegamenti tra Sistema Nervoso, altri sistemi organici e salute fisica, emotiva e mentale, offrono informazioni rigorose su questo potenziale. In massima sintesi, le ricerche scientifiche affermano che respirare in modo consapevole, con criteri che modulino il respiro, praticando con regolarità, agisce in modo chimico ed elettromagnetico sul sistema cardio-circolatorio e sul sistema nervoso, favorendo quello che si è definito stato di coerenza organica.
Esistono molte ricerche scientifiche su questi argomenti; una di queste, pubblicata dalla rivista scientifica “Frontiers in Human Neuroscience” ( 7-9-2018 ), è stata condotta da un‘equipe di medici e ricercatori italiani: “Come il controllo del Respiro può cambiare la tua vita”.

Non si tratta quindi di fare un atto di fede, né di sposare strane filosofie.
La ragione e il pragmatismo possono avere legittimamente il loro spazio, insieme al buon senso e all’intuito. Solo grazie a quest’ultimo, infatti, le persone spesso si ritrovano a pensare o a dire, in un momento di difficoltà o di ansia, “Fai un respiro profondo!...”.

E tu lo “Fai un respiro profondo!...” qualche volta?

E’ un modo istintivo per tornare a se stessi, ascoltarsi, dopo aver portato molta attenzione fuori, ad altro/ad altri. Raccogliersi.

E’ un’”attività” che richiede un po’ di tempo, quindi induce un naturale cambiare passo: benefico in un mondo che spinge costantemente alla fretta, a volte alla frenesia. Rallentare.

Un respiro profondo: un po’ più aria di quella veicolata dalla respirazione automatica, quest’ultima serve più alla sopravvivenza che al vivere pienamente. Siamo un sistema organico la cui vita è basata sugli scambi gassosi ossigeno/anidride carbonica, questa è la base fisica della vita.

Anche il ritmo, le alternanze con questi scambi avvengono è importante. Le Neuroscienze hanno stabilito che, così come lo Yoga del Respiro, il Pranayama, già tredicimila anni fa aveva intuito, i ritmi lenti e rilassati di respirazione sono quelli più funzionali a favorire lo stato di congruenza organica. Detto questo, alcune delle tecniche esistenti propongono anche ritmi veloci di respirazione, per altri scopi.

Respirare consapevolmente, profondamente e lentamente per qualche minuto, durante la giornata, serve a riportare l’attenzione a se stessi, in particolare al proprio corpo, aiuta a sciogliere le tensioni (l’ossigeno è un naturale vaso-dilatatore), a calmare lo stato d’animo (le emozioni influenzano gli schemi respiratori, modulare intenzionalmente a respirazione modula le emozioni) e a distendere la mente (l’attività mentale e collegata alle frequenze elettromagnetiche e alla chimica; respirare profondamente agisce su entrambe questi aspetti).

Questo il potenziale a disposizione, ma come attingere? Leggi altri articoli pubblicati in questo sito e quelli che saranno pubblicati.

 

 

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