Di Milena Screm, Supervisor Trainer Counselor

Fai un’ inspirazione profonda, poi espira lentamente …


Con questa semplice azione hai preso contatto con una pratica millenaria, la respirazione consapevole, chiamata BreathWork nei paesi anglosassoni.
Nonostante respiriamo tutti continuamente dal giorno in cui siamo nati, per la maggior parte del tempo non ce ne rendiamo nemmeno conto, accade automaticamente. La respirazione involontaria è importante per mantenerci in vita, distratti come siamo da mille stimoli, potremmo dimenticarcene. Una cosa però è la sopravvivenza, un’altra il ben-essere, per quello è necessaria una pratica consapevole e intenzionale della respirazione. Yoga e meditazione, con le loro conoscenze millenarie, educano a quest’attenzione e fanno si che molte persone abbiano familiarità a sintonizzarsi con il proprio respiro. Negli ultimi decenni, anche le ricerche scientifiche stanno convalidando i potenti benefici sulla mente e sul corpo che si possono ottenere con la respirazione fatta con intenzione e presenza.


Secondo Google, le ricerche con la parola chiave "respiro" sono aumentate di sei volte negli ultimi cinque anni. Molti insegnanti di yoga e di meditazione segnalano un aumento delle richieste di tecniche di respirazione da parte dei clienti negli ultimi tre anni. Anche la grande diffusione della mindfulness favorisce la divulgazione di una cultura del respiro, fatta di pratiche semplici e portatili, versatili ed efficaci. Qualunque sia la motivazione della persona, dal benessere alla consapevolezza ad una maggiore vitalità, le pratiche respiratorie sono una risorsa preziosa e aiutano.

E’ interessante anche notare come la diffusione di questi approcci non sia più limitata, come in passato, a cerchie di persone sensibili alle filosofie orientali e/o all’introspezione; è ormai evidente e diffuso un crescente interesse per la respirazione anche nel mondo aziendale, nel quale, sempre di più, si sta sviluppando l’attitudine a considerare i professionisti in primo luogo delle persone. Tenere conto dei bisogni e fornire esperienze e strumenti che favoriscano il ben-essere degli individui, da parte delle aziende, fornisce un risultato di ritorno nella miglioramento delle prestazioni sul lavoro.
Le ricerche scientifiche in corso hanno definito con chiarezza l'impatto che qualcosa di semplice e accessibile come la respirazione consapevole può avere sulla salute e sul benessere; eccone alcune.

1. Fornisce rapido sollievo allo stress.
La respirazione consapevole è una delle pratiche più veloci ed efficaci per prevenire e per gestire le tensioni/ lo stress della vita quotidiana. Uno studio del 2017, pubblicato sulla rivista “Frontiers in Psychology”, ha evidenziato che le persone che avevano completato un allenamento fatto di venti sessioni di respirazione consapevole, della durata di quarantacinque minuti ciascuna, in otto settimane, manifestavano livelli significativamente più bassi di cortisolo, l'ormone dello stress, rispetto a quelli che non praticavano. Il cortisolo è responsabile della risposta allo stress attuata dal corpo, all’inizio per contrastarlo ma, se le tensioni permangono, entrando in un effetto paradosso che aggrava la situazione pre-esistente; i livelli elevati possono causare infiammazione cronica e contribuire ad alterare anche il funzionamento di tiroide e ipofisi.


Questi i risultati di un mio progetto aziendale per la gestione dello stress, realizzato a Milano, con un percorso di due giorni iniziali, più due ore ogni due settimane per tre mesi; i dati sono stati raccolti tre mesi dopo la fine del corso:
• il 44% dei partecipanti ha dichiarato di aver ottenuto significativi risultati con la pratica della sola respirazione consapevole;
• il 45% dei partecipanti ha dichiarato di aver ottenuto significativi risultati con la pratica della mindfulness, che comprende anche la respirazione consapevole;
• l’11% dei partecipanti ha dichiarato di aver ottenuto significativi risultati prestando più attenzione al corpo e cercando di gestire le tensioni fisiche percepite con un po’ di rilassamento corporeo.


2. Respirare più lentamente e più profondamente influisce sulla pressione sanguigna.
Uno studio scientifico americano del 2001 ha scoperto che praticare la respirazione consapevole, meglio se con la musica di sottofondo, per dieci minuti al giorno, è un modo efficace per ridurre la pressione sanguigna senza farmaci. Basandosi su questi risultati, un altro studio, condotto 2015, ha scoperto che i pazienti con ipertensione hanno visto un forte calo della pressione sanguigna dopo aver praticato la respirazione lenta e profonda dieci minuti al giorno, per tre mesi. Le persone che si sono sottoposte a questa ricerca, seguivano anche un regime alimentare controllato e un programma di attività fisica.

3. Può migliorare l’umore.
Dodici settimane di respirazione consapevole, per dieci minuti al giorno, favorisce il miglioramento dell’umore. Le ricerche scientifiche che sono ancora in corso su quest’ argomento, segnalano che un elemento che entra in gioco è l’equilibrio acido-basico del sangue: una respirazione costantemente superficiale, oltre a ridurre l’apporto di ossigeno che circola nel sangue, favorisce anche il determinarsi di una maggior tendenza alla componente acida del sangue, rispetto a quella basica. Ovviamente, in questo aspetto di chimica organica ha un notevole peso anche l’alimentazione seguita e lo stile sedentario o meno. Quando la percentuale acida del sangue è costantemente più alta di quella salata, si hanno effetti a cascata su apparati ed organi: l’organismo è maggiormente predisposto alle infiammazioni, per esempio; inoltre l'amigdala, una parte del cervello che rileva la paura e innesca la risposta di lotta/fuga, diventa più suscettibile agli stimoli, determinando una tendenza a uno stato di tensione e di allerta, che si ripercuote sull’umore.


4. Favorisce maggiore attenzione e chiarezza mentale
Le persone che praticano lo yoga e sono allenate a focalizzarsi sul respiro, rilevano un aumento della capacità di rimanere in attenzione e concentrazione mentale. Infatti la respirazione regolata e ritmata coscientemente, può bilanciare la quantità di noradrenalina prodotta dal cervello; questa é un messaggero chimico naturale che influenza l'attenzione e alcune emozioni.


5. Può aiutare nella gestione del dolore.
In ospedale il dolore cronico e quello terminale si gestisce con la somministrazione di farmaci oppioidi; ma oltre alle malattie gravi e alla morte, esistono molte altre situazioni della vita nelle quali le persone si confrontano con la gestione del dolore fisico ed emotivo. La respirazione consapevole ha un potenziale anche in questo ambito.
Già negli anni quaranta e cinquanta, in Russia sono state condotte molte ricerche sulla possibilità di gestire il dolore, in particolare quello del parto, attraverso delle tecniche di respirazione consapevole; nel 1953, il medico ostetrico F.Lamaze introdusse in Francia le tecniche russe e le perfezionò. Dagli anni settanta sono iniziate anche, soprattutto negli Stati Uniti, le ricerche scientifiche sulla gestione del dolore attraverso l’approccio oggi chiamato mindfulness, la cui pratica prevede anche la respirazione consapevole. Diversi studi hanno scoperto che la respirazione lenta e profonda, accompagnata da rilassamento muscolare e da presenza e accoglienza mentale, può ridurre la percezione del dolore cronico e aiutare i pazienti a far fronte al disagio fisico.


I potenziali della respirazione consapevole/breathwork sono molti, investono aspetti fisici e fisiologici e si riverberano sulla salute fisica; hanno gioco nella gestione delle emozioni e degli stati d’animo; possono essere efficaci strumenti di consapevolezza mentale. Non si tratta di “bacchette magiche” che fanno sparire le difficoltà, piuttosto di strumenti portatili, sempre a disposizione, semplici ed efficaci, risorse naturali e preziose.

 

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